La mediazione civile ed il personal Kanban

Massimiliano_FerrariMassimiliano Ferrari, dottore commercialista in Lecco e mediatore autorizzato operante presso le Camere di commercio di Lecco  Sondrio ha introdotto il tema dell’istituto della mediazione civile.
In pratica quando c’le’ un conflitto fra due parti è possibile richiedere  l’ intervento di un mediatore presso le camere di commercio locali.
In questa sede il mediatore ha il compito di rendere chiare ed esplicite le motivazioni delle parti, con le quali può anche avere delle sessioni separate, sempre in presenza dei rispettivi avvocati.
A differenza di un giudice o di un arbitro (esiste anche l’istituto dell’arbitrato) il mediatore facilitativo non decide nulla, semplicemente cerca di riportare le parti ad una situazione che faccia rientrare il conflitto  e riprendere una negoziazione prima di finire in tribunale dove un giudice deciderà per tutti
La mediazione è economicamente vantaggiosa e il mediatore, come un medico, è tenuto e tutelato ad una riservatezza totale, anche in un eventuale confronto con un giudice.
Massimiliano Ferrari non si è limitato a raccontare, ma ha coinvolto i ragazzi in una simulazione di mediazione evidenziando tutti i passaggi ed i tipi di messaggi che possono essere dati dai mediatori e dagli avvocati.
Nella mediazione facilitativa il mediatore non ha mai il compito di suggerire una soluzione e non può avere contatti professionali con le parti per almeno due anni dopo l’ultimo incontro.

Nel pomeriggio Alessio Sperlinga ha introdotto i ragazzi ad un metodo di gestione di progetti di piccoli gruppi o personali che si protraggono per brevi o medi periodi di tempo: il personal Kanban.
La parola chiave del personal kanban è “adesso”, ovvero qual è la situazione del progetto adesso e cosa sto facendo adesso.
Le regole sono semplici, primo deve essere visibile, secondo devo limitare la quantità di cose che sto facendo a quelle che effettivamente posso realizzare in un periodo che va da un’ora ad una giornata, quindi si consiglia non più di tre.
personal_kanbanAnche in questo caso si è proceduto all’azione ed i ragazzi, divisi nei tre gruppi di lavoro che stanno seguendo progetti sociali, hanno creato la loro lavagna dove hanno rappresentato lo stato del progetto. Nella fase successiva, attraverso un dibattito si è giunti a modificare la forma del personal kanban aggiungendo la colonna “preparato” fra le cose da fare e quelle in corso.

Ospiti dagli enti del territorio e introduzione all’uso di Linkedin

Emanuele_GiacomelliLa mattinata è stata aperta dall’intervento di Emanuele Giacomelli sulle attività e i progetti che vedono l’Istituto Don Guanella protagonista sul nostro territorio nell’aiutare tanti ragazzi che non hanno il supporto delle famiglie nella loro crescita, in particolare l’Istituto è specializzato nel seguire i minori che hanno in carico pendenze penali attraverso un percorso di rientro nella legalitá con lavori che permettano loro di essere autonomi e di conseguire le proprie aspirazioni.

Emanuele ha spiegato le sempre maggiori difficoltà legate ad un contesto sociale dove la crisi ha aumentato i casi di bisogno a fronte di un impegno pubblico che non supporta più i progetti del Don Guanella come in passato, tanto che hanno dovuto chiudere un servizio di aiuto diurno.

Rispondendo a domande dei ragazzi ha spiegato come ora per lavorare in contesti come il Don Guanella siano richieste figure altamente professionali con lauree specifiche ed un lungo tirocinio nel quale sono sempre ben viste esperienze come il Servizio Civile

Polizia_di_StatoL’intervento successivo ha visto come protagonisti l’Aiuto Capo Marzia de Andreis e il Sovraintendente Pietro Aiello, responsabili della Polizia di Stato per la diffusione di una cultura della legalità nelle scuole lecchesi e per la prevenzioni dei rischi e dei pericoli specifici del territorio nel quale si studiano le situazioni di rischio. In particolare Marzia De Andreis ha spiegato il contenuto del progetto “Un poliziotto a scuola”, rivolto alle scuole primarie di primo e secondo grado ed alle scuole superiori.

Per le scuole elementari il tema è la prevenzione del bullismo e viene comunicato attraverso la valorizzazione degli aspetti positivi delle attività che la Polizia di Stato offre alla comunità.

Per le scuole media il problema si estende anche al cyberbullismo perché i ragazzi in queste età hanno accesso a strumenti che li portano su Internet e l’obiettivo è renderli consapevoli che certe attività sono reati, posto che sotto i 14 anni sono ancora i genitori a rispondere delle azione dei loro figli.

L’evidenza purtroppo dimostra che alle superiori i ragazzi vengono spesso abbandonati a se stessi in queste attività e le conseguenze delle loro azioni ricadono prevalentemente sotto i reati penali e quindi la formazione della Polizia riguarda le conseguenze delle azioni illegali.

Il progetto Davide è relativo alla pedopornografia ed agli abusi sessuali su minori e viene svolto attraverso incontri programmati con i presidi.

Csristina_pedrettiCristina Pedretti, ex allieva di Lecco 100, ha chiuso la mattinata raccontando la sua esperienza degli ultimi cinque anni, in particolare tutto quello che faceva prima e durante il Master Lecco 100 del 2013 e tutto quello che le è successo dopo, in una piccola epopea personale che si è concretizzata in un percorso di carriera molto rapido all’interno della Fondazione Clerici per la quale oggi segue i progetti culturali, i bandi sociali europei e la digitalizzazione di tutti gli istituti.

Gli aspetti più interessanti sono emersi dalle domande che gli allievi attuali hanno fatto a Cristina e che danno il vero valore aggiunto delle testimonianze degli ex-allievi: la possibilità di confrontarsi con persone che sono molto vicine per età e sono già passate al livello successivo: sapere come hanno fatto, che risultati hanno ottenuto, a cosa hanno dovuto rinunciare e quali aspettative li hanno ispirati sono le curiosità principali.

Cristina ha poi espresso attraverso alcuni aneddoti le difficoltà nell’introdurre la digitalizzazione nella scuola, sia con gli insegnanti che con gli allievi e come gestire la partnership con enti esterni , in questo caso con Apple. L’entusiamo che la contraddistingue si è poi rivelato nel racconto delle sue attività di studio, fra cui un master sulle tecnologie digitali per la didattica che sta frequentando in questi mesi, e le attività di volontariato culturale come ad esempio la valorizzazione del Monastero del Lavello di Calolziocorte.

Nel pomeriggio i ragazzi hanno potuto conoscere Linkedin, il più diffuso social network professionale del mondo. Il percorso è stato quello della creazione di un profilo a partire da un obiettivo come la ricerca di lavoro e il tempo, le attività e i risultati che se ne possono trarre. Il tutto è stato poi messo in relazione con eventuali altre informazioni personali che potrebbero essere presenti su Internet, ad esempio in Facebook, e come gestire la propria immagine online.

Public Speaking con stile

Domenico_Esposito_2La giornata dedicata al public speaking ha visto all’opera Domenico Esposito, Responsabile della formazione sui prodotti all’interno del gruppo Stanley Black & Decker che anche quest’anno ha deciso di regalare una giornata di formazione ai ragazzi di Lecco 100.

DI scuola squisitamente americana e con uno stile composto, ritmato e molto attento ai dettagli, Esposito ha gestito la giornata insegnando il public speaking attraverso il public speaking, alternando cioè momenti di insegnamento alla immediata dimostrazione del contenuto.

Domenico_Esposito_1Gli esercizi hanno coinvolto i giovani in piccoli public speaking dove alcuni di loro si sono presentati e successivamente in momenti in cui cercare di definire le caratteristiche di ruoli manageriali.

L’autorevolezza di un trainer che ha saputo dare buoni risultati in nazioni diverse, in lingue diverse e su media diversi, nel formare personale interno, venditori e dimostratori di prodotto dei grandi clienti, ci ha donato una giornata che non dimenticheremo.

Un’introduzione all’organizzazione dell’Arma dei Carabinieri e la gestione del servizio

Maggiore_La_RoccaIl Maggiore La Rocca, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Lecco, ha presentato L’Arma dei Carabinieri mostrandone l’organizzazione logistica e la struttura organizzativa che si è mantenuta inalterata per 200 anni con una presenza capillare e con l’immutato scopo di offrire sicurezza.

Il Maggiore ha poi raccontato brevemente la sua storia personale ed ha affrontato in una vera e propria lezione il tema della leadership, abbinandola ad esempi pratici tratti dalla sua esperienza personale arricchita di aneddoti e producendo come risultato un’esposizione chiara, coinvolgente e rappresentativa del moderno contesto militare dell’Arma.

Al termine ha risposto alle difficili domande dei presenti, affrontando temi come la motivazione ad intraprendere una carriera nelle forze dell’ordine, la visione su come esercitare il controllo di un territorio riducendo al minimo i danni a persone e cose, la determinazione a fare la differenza in un contesto dove la criminalità si muove velocemente anche su grandi distanze con tecnologie e strategie professionali incontrollabili e per finire con il tema delle minacce del nuovo terrorismo che alimentano la percezione di una insicurezza generale.

 

Piero_GuascoLa gestione del servizio è stata al centro della giornata del trainer Piero Guasco che ha ripreso il tema della definizione di Servizio in particolare con l’introduzione del tema della Customer Experience, nuova frontiera dopo l’epoca della Customer Relationship, sollecitando i ragazzi a coglierne le prospettive attraverso un’esercitazione pratica e terminando la giornata con le tecniche per la gestione del reclamo.

Imprenditori in aula e introduzione al web marketing

BeriLa mattinata si è aperta con l’intervento di Andrea Beri, proprietario del gruppo di aziende metallurgiche Steelgroup che con quasi 100 anni di storia ha ripercorso i momenti salienti di una storia professionale e familiare. Le tre generazioni che dal nonno fino a lui hanno creato, fatto crescere e portato ad oggi quattro aziende sane hanno permesso ad Andrea Beri ad evidenziare alcuni elementi significativi per chiunque si occupi di impresa. L’innovazione è, secondo Beri, la leva più importante del successo nella competizione globale e ha fatto notare come una volta la concorrenza era Europea ed oggi è Coreana. Altro aspetto fondamentale è la qualità delle risorse senza la quale l’innovazione e l’efficienza aziendale non possono sussistere ed infine l’organizzazione per mantenere i giusti livelli di economicità e di governance.

 

GiudiciL’ospite successivo è stato il pittore Carlo Maria Giudici che ha condiviso con i ragazzi tre aspetti della sua vita. Il primo quello della carriera professionale iniziata alla fine degli anni sessanta del secolo scorso alla Fiocchi Munizioni e proseguita con una carriera passata dalla produzione, all’ufficio acquisti ed alla gestione del personale. Il secondo relativamente alla sua esperienza di pittore e le frequentazioni dell’ambiente artistico, commerciale e popolare che lo hanno contrassegnato, in particolare viaggiando ed incontrando tantissime persone. Il terzo nella tragedia umana e personale della figlia Chiara a cui a 6 anni è stata diagnosticata una forma di leucemia incurabile con la quale ha vissuto fino a 23 anni per spegnersi all’Ospedale San Gerardo di Monza. Con un ritmo serrato e denso di emozioni, Giudici ci ha dato una grande lezione di vita e di umanità.

 

PeccatiInfine l’intervento di Antonio Peccati, responsabile di 500 promotori del gruppo Allianz che gestiscono il capitale dei clienti delle regioni più ricche del nord-Italia. Il suo racconto ha tracciato un parallelo fra la sua passione alpinistica e le caratteristiche che lo hanno portato a rischiare, impegnarsi ed assumersi le responsabilità che gli hanno permesso in 20 anni di raggiungere il vertice organizzativo Italiano di Allianz , di svolgere attività sociale come Vicepresidente di Confcommercio Lecco e per molti anni come responsabile del Fondo di garanzia per i prestiti alle aziende. Antonio Peccati ha evidenziato come in una attività altamente rimunerativa si è soggetti a diversi tipi di pressione, la prima è la ricerca di clienti che richiede una “fame” psicologica notevole per vincere l’inerzia personale verso il primo contatto, la seconda è il mantenimento di una preparazione attuale in mezzo ai mercati che cambiano continuamente in modo imprevedibile e quindi richiedono umiltà ed energia e la terza è la tentazione di lasciarsi assorbire completamente dal lavoro quanto i guadagni crescono e quindi non riuscire mai a staccare la mente dal lavoro e perdere una vita equilibrata.

 

Nel pomeriggio i ragazzi hanno potuto apprendere come le aziende possono utilizzare Internet per favorire l’attività di vendita e di acquisizione di nuovi clienti. Il percorso è partito dalla storia di come l’azienda Google Inc. abbia creato un motore di ricerca di successo e lo abbia trasformato nel più fiorente sistema pubblicitario del mondo ed è terminato con un’introduzione al Crowdfunding, il più recente sistema per raccogliere fondi creato su Internet.

Gestire i conflitti, imparare ad ascoltare ed introduzione alla gestione del servizio

IMG_0132 Il trainer Piero Guasco ha introdotto i presenti ai metodi per controllare gli inevitabili conflitti che sorgono in ambito lavorativo attraverso un percorso che dall’esplosione del conflitto passa alla ricerca di punti comuni di consenso fino a terminare in una discussione che porti ad una risoluzione del conflitto stesso.

Piero_guasco1Riprendendo il tema precedentemente trattato delle leggi della comunicazione l’argomento dell’ascolto è stato introdotto attraverso un esercizio che ha permesso ai ragazzi di sperimentare quanto la percezione di ognuno sia diversa da quella di tutti gli altri e quanto sia fondamentale imparare a fare le domande giuste e soprattutto ascoltare le risposte se vogliamo cogliere il punto di vista dell’altro, soprattutto se è il nostro cliente.

IMG_0131Il pomeriggio si è aperto con la prima parte della gestione del servizio. I presenti sono stati invitati a riflettere, singolarmente e poi in gruppo, su quale sia la definizione di servizio, quali gli elementi positivi e negativi che possono comporto e quali i valori che possono guidare chi svolge attività di servizio.

Imprenditori in aula sui temi del lavoro e l’innovazione

Simone CapoferriLa giornata si è aperta con l’intervento di Simone Capoferri, H.R. di un’azienda multinazionale, che ha dato indicazioni chiare ai ragazzi su come affrontare la ricerca del lavoro, in particolare nel contesto dei colloqui di lavoro e dei curriculum. Le molte domande dei ragazzi hanno permesso a Simone Capoferri di condividere la sua esperienza con consigli pratici e suggerimenti sui comportamenti che i selezionatori si aspettano.

 

Giovanni_PastorinoGiovanni Pastorino, proprietario di Deltacalor ha svolto il suo intervento concentrandosi sugli elementi che favoriscono la nascita e poi la sopravvivenza di un’azienda; le idee, i mezzi per realizzarle e l’innovazione per tenere in vita l’azienda. Per ognuno di questi elementi ha raccontato con esempi pratici come vengono svolti all’interno della sua azienda e ha risposto alle domande dei ragazzi.

Ospiti e comunicazione di genere

La giornata è iniziata con Fabio Valtorta, assicuratore GENERALI che si occupa di assicurare i grandi enti, ospedali, caserme, associazioni. Nella sua storia le strategie quotidiane per entrare in un ente, concordare dei colloqui e fissare appuntamenti ed infine trovare la polizza migliore per il cliente che deciderà di acquistare. Nel quotidiano dell’attività di Fabio sono passati e passano continuamente molti giovani che tentano la carriera ma che spesso si bloccano di fronte al momento di tentare il contatto con gli altri. Altrettanto interessanti gli esempi sulla comunicazione di genere, ad esempio nel tempo Fabio e la sua socia hanno imparato che per entrare in un ente da migliori risultati un uomo e per incontrare i possibili clienti da migliori risultati una donna. Fabio Valtorta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo intervento ha visto Miriam Cornara, ex-insegnante di scuola primaria, Ex-sindaco di Olginate ed Ex-responsabile dei progetti scolastici per la Provincia di Lecco ha raccontato il suo percorso professionale mischiandolo agli aneddoti della sua vita personale ed il suo racconto si è fatto appassionante nei ricordi della ricostruzione dell’acquedotto del paese, con le visite notturne agli impianti e con la risposta quotidiana ai problemi di un paese dove il sindaco deve muoversi in prima persona per risolvere i problemi del paese. La passione di Miriam per l’impegno politico è proseguita nello spiegare momento per momento i progetti seguiti nell’Ufficio Scolastico Provinciale, ad esempio quello per il recupero dei ragazzi a rischio di abbandono scolastico, il fenomeno più preoccupante della scuola che in Lombardia tocca fino al 14% della popolazione in età scolastica. Altro progetto Impegnativo quello dedicato all’orientamento scolastico e, per finire, un invito a tutte le ragazze in aula ad impegnarsi professionalmente per avere una vita piena e soddisfacente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultimo intervento, ma non meno importante, è stato quello di Gaetano Chiappa, oggi pensionato e responsabile dei progetti di aiuto della Caritas lecchese. La straripante umanità di Gaetano ha colpito i presenti perché attraverso la sua storia personale ha dimostrato come una maggiore attenzione agli altri può cambiarne la vita di molti ed incidere sulla capacità di un territorio di rispondere ai problemi di tutti.
Gaetano Chiappa è arrivato al settore sociale lavorando come manutentore per il comune di Lecco e quindi per mestiere entrando nelle case popolari che fino agli anni ’80 erano in carico al comune. In questo contesto Gaetano ha cominciato ad accorgersi dei disagi e dei problemi di molte famiglie e si è chiesto come poterle aiutare approdando per questo alla Caritas locale. Altro elemento decisivo nella sua attività sociale è stato che la profonda conoscenza del territorio e delle sue strutture che lo hanno impegnato quotidianamente in emergenze di ospedali e strutture pubbliche come ad esempio le scuole, con l’obiettivo di evitare sempre di doverli chiudere anche solo per un giorno a causa di problemi come perdite di gas o di acqua o blocchi energetici, La logica conseguenza per Gaetano è stata di partecipare alla nascente struttura della Protezione civile fino a vederla capace di reagire in 24 ore a qualsiasi disastro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel pomeriggio i ragazzi e le ragazze sono stati invitati ad un percorso per riconoscere e spiegare le differenze di comportamento e nei bisogno di uomini e donne. Alessio Sperlinga attraverso un percorso antropologico prima e ispirato al famoso libro di John Grey “Gli uomini vengono da Marte, Le donne da Venere” dopo, ha guidato i giovani nella comprensione dei meccanismi che guidano la differente sensibilità maschile e femminile nelle interazioni fra i sessi. La lezione si è conclusa con l’invito agli uomini di imparare ad ascoltare le donne ed alle donne di incoraggiare sempre i loro compagni.

VENERE_E_MARTE_COMUNICAZIONE_DI_GENERE

Il passo successivo lungo il tragitto: conoscere gli altri e la ruota dei colori

Una volta stabilito un dialogo cosciente con il proprio io è la volta di proiettarsi all’esterno, verso gli altri, per conoscersi e creare elementi di comunanza che favoriscano la convivenza e la forza di un gruppo. La terza giornata del master Lecco100 ha fatto tappa nella dimensione comunicativa inglobante me e l’altro. Conoscere gli altri è importante per saperne gestire le differenze, nella costruzione di un rapporto con chi non è a noi familiare. «La differenza» come ha spiegato Piero Guasco, relatore della giornata, «ci può comunque ispirare, al contrario dell’omologazione, il cui rischio è l’appiattimento».

Una solida base di partenza è rappresentata dalle tre leggi della comunicazione interpersonale. Innanzitutto, noi influiamo sempre sugli altri, anche in modo inconsapevole. In secondo luogo, un rapporto può improvvisamente connotarsi come positivo o negativo in uno spazio brevissimo, a causa di fattori anche insignificanti. In definitiva poi, ogni impulso ricevuto nell’atto comunicativo raggiunge il nostro inconscio prima ancora di costruire una risposta a livello razionale. Nella prima parte della giornata queste tre massime hanno accompagnato i ragazzi nella costruzione della Stella della relazione, costituita da cinque punte: Prima Impressione, Incomprensione, Indole, Comportamento e Ascolto.

L’indole è qualcosa che ci appartiene nel profondo di noi stessi e che non potremmo conoscere appieno se non confrontandoci con il giudizio che gli altri danno di noi. L’attività organizzata da Guasco, Il Mercato delle Carte, ha avuto proprio il fine di mettere a contatto le opinioni che gli alunni del master avevano di loro stessi e dei loro compagni. Ricevuto un piccolo mazzo di carte distinte in quattro colori, rosso, giallo, verde e blu, ogni partecipante ha dovuto leggere la frase apposta su un lato di queste carte e scartare quelle che non avrebbe associato alla propria indole. In seguito, tra questi scarti, ogni alunno è stato invitato a decidere a quale compagno assegnarli, secondo la prima impressione ricevuta in queste prime settimane. Alla fine dell’attività, il conteggio delle carte rimaste in mano ad ognuno ha detto a ciascun partecipante qualcosa riguardo alla sua personalità.

I colori delle carte, infatti, rimandano proprio all’analisi della personalità effettuata dallo psicologo svizzero Carl Gustav Jung che, nel suo studio, partiva da due domande: come esprimiamo le nostre energie? Come prendiamo le nostre decisioni? Le risposte al primo quesito sono collocabili lungo un asse orizzontale ai cui vertici si possono porre l’essere estroverso, cioè l’essere dinamico verso l’esterno, e l’essere introverso, cioè il tendere a rinchiudersi su se stesso. Un’asse verticale invece distanzia chi decide seguendo i propri sentimenti ed emozioni da chi si concentra sulla propria razionalità e sulle sue facoltà analitiche. Dall’incrocio di questi due assi hanno origine le quattro zone della personalità contraddistinte da colori differenti: il Rosso, proprio di chi, estroverso, decide seguendo il proprio intelletto; il Giallo, che si addice a chi agisce seguendo i propri impulsi in modo estroverso; il Verde, colore di chi, legato alle proprie emozioni, preferisce raccogliersi in se stesso, e il Blu, il colore di chi analizza e decide razionalmente ma in autonomia, rinchiudendosi nelle proprie elucubrazioni.

Gli alunni del master si sono perciò divertiti a riconoscere tipi, punti di forza e di debolezza dei vari colori, immedesimandosi, non ritrovandosi ed esprimendo il proprio pensiero. Ovviamente non esistono persone di un colore solo, bensì ognuno rappresenta un caleidoscopio di tinte e sfumature condizionate da chi ci circonda e dai contesti in cui viviamo. L’interesse professionale di queste connotazioni è però evidente per chi, per esempio nelle posizioni manageriali, deve gestire relazioni con collaboratori, clienti e dipendenti tutti di colori diversi, ai quali è necessario adattarsi per saper ottenere il meglio da ciascuno. Determinati atteggiamenti saranno perciò da evitare con alcuni colori e da perseguire con altri, nel difficile intrico della dinamica relazionale.

In questa, in ogni caso, la prima impressione, argomento della sessione pomeridiana, gioca un ruolo fondamentale. Il primo incontro con uno sconosciuto può determinare l’esito dei successivi e spesso non siamo affatto consapevoli dell’effetto che facciamo sugli altri. Quindi, se conosco i fattori che intervengono nella costruzione di tali impressioni, posso influire consapevolmente su di essi. Questa occasione è da cogliere al volo, poiché costituisce l’unica opportunità di mostrarsi degno di essere conosciuto, degno di un investimento sulle mie capacità. Nella formazione della prima impressione noi notiamo forma e contenuti della comunicazione con l’altro, associandoli a stereotipi e valori che condividiamo, così da creare, infine, un’idea, un filtro interpretativo che conferma il già visto. L’altro, il nostro interlocutore, agisce nel medesimo modo, e se anche corriamo il rischio di generalizzare e di creare dei collegamenti tra caratteristiche in realtà non interrelate, eventualità da cui rifuggire con attenzione, abbiamo comunque l’opportunità di mostrare in primis le nostre qualità migliori, così da guadagnare punti che scoraggino un’interpretazione negativa del nostro essere.

 

Paolo Saporito

Lungo il cammino di Santiago con Piero Guasco: la comunicazione personale e le immagini mentali

Nella terza giornata del master Lecco100 2015 i partecipanti hanno incontrato l’affabile Piero Guasco, compagno di viaggio esperto, “facilitatore” di relazioni interpersonali, come lui si definisce. In un mondo in continua trasformazione, dove per alcuni la definizione di cambiamento in sé è già superata, è il presente la dimensione in cui dobbiamo essere consapevoli di chi ci accompagna nel nostro cammino e, in primis, della nostra condizione di viaggiatori.

Piero_guascoGli alunni del master sono stati così condotti da Guasco lungo un percorso di comunicazione personale che ha richiesto loro lo sforzo di intraprendere insieme al loro relatore il cammino di Santiago de Compostela. Un impegno simbolico ovviamente, che ha tratto dall’esperienza dello stesso Guasco l’ispirazione per discutere alcuni aspetti della conoscenza di sé, riassunti in 5 elementi: la Freccia, lo Zaino, le Ferite, il Bastone e la Conchiglia, ai quali sono stati assegnati degli interrogativi profondi a cui ogni alunno ha risposto individualmente, per poi discuterne con il gruppo nel corso della mattinata.

Dai loro vissuti è scaturito che la guida è un fatto interiore, qualcosa di profondamente vero per ognuno, così come il peso di cui vorremmo liberarci è ciò che percepiamo come superfluo e la ferita è ciò che reputiamo tale, secondo il nostro punto di vista. Le ferite sono esperienze inevitabili, che ci possono preparare agli eventi che seguiranno, sofferenze talvolta prevedibili, talaltra imperscrutabili. E’ certo però che se non ci confrontiamo con chi ci circonda lasceremo che tali ferite rimangano aperte e condizionino il nostro comportamento. In modo simile, se scegliamo di non liberarci di alcuni pesi nel momento opportuno potremmo rischiare di perdere delle occasioni, come quella di “portare” lo zaino di qualcun altro, venendogli in aiuto. Inoltre, nel momento in cui diveniamo consapevoli del sostegno che riceviamo dagli altri, noi stessi possiamo trasformarci in bastone per essi. La chiave di ogni viaggio è quindi quella di essere coscienti della propria individualità itinerante che si spinga verso il cambiamento secondo un’etica del FARE e del REALIZZARE, non di un passivo SPERAREComunicazione.

La sessione pomeridiana ha poi messo di fronte i ragazzi alla domanda se i nostri successi siano più determinati dalla nostra Volontà o dalla nostra Immaginazione. Un interrogativo complesso, quasi paradossale, che trova una risposta nell’analisi del rapporto tra Immagini Mentali e Comportamento. L’immaginazione è in grado, infatti, di costruire delle immagini talmente nette da generare in noi atteggiamenti e disposizioni d’animo che inevitabilmente condizionano il nostro comportamento. E’ anche vero che, spesso, agenti esterni possono intervenire a modificare tale immagine e quindi la nostra condotta. Per cambiare il nostro modo d’essere, quindi, e il nostro atteggiamento verso il futuro non dobbiamo intervenire direttamente sul nostro comportamento, fatto per cui saremmo percepiti come falsi, bensì dobbiamo agire sulle immagini mentali che ci condizionano nel profondo, bandendo pessimismi e pregiudizi che offuscano e limitano la nostra visuale. La volontà è, quindi, quella forza con cui modifichiamo l’inerzia delle nostre immagini mentali.

L’ultima parte della giornata è stata infine dedicata alla persona umana e alla sua costituzione. Se siamo un insieme di sapere conoscitivo, competenze e comportamenti, è fondamentale, lungo tutta la nostra vita, che ci prepariamo al meglio per affrontare qualsiasi ostacolo. Una volta costruito un sapere consistente, focalizzati i nostri obiettivi e stabiliti dei piani per raggiungerli potremo guardare con ottimismo ai nostri conseguimenti parziali e successivi. Ben preparati, avremo già realizzato il 90% del nostro successo.

Arrivederci al prossimo venerdì.

 

Paolo Saporito

il patrimonio imprenditoriale per fare impresa in un mercato che seleziona